mercoledì 6 marzo 2013

Un mattone mi cala sulla testa... Ah, no, è solo la sveglia. Domenica, sette e trenta del mattino: la stanza è buia e il letto mi è indubbiamente estraneo. Sgrano gli occhi nel tentativo di captare qualche immagine, ho la mente completamente annebbiata e penso che forse ieri sera ho... Un braccio mi imprigiona il torace e la spalla a cui appartiene cozza contro la mia, schiacciandomi sul materasso. 
Ok.
Sono a casa di Tyler.
Breve flash: in un momento imprecisato di una sera qualunque di Ottobre, lo vedo per la prima volta e decido che lo devo conoscere. Lo conosco. Tre ore dopo siamo a casa sua. Questa, l'ultima conversazione di cui ho memoria (ore 4.00 ca.):
Lui: "Non puoi andartene in giro a quest'ora, devi restare qui".
Io: "Posso dormire con te?"
Lui: "Sto con una".
Io: "Non me ne frega niente".
Lui: "Sai? Nemmeno a me".
Io: "Allora ok".
Lui: "Comunque sono Tyler".
Io: "Helen".
Devo andare, tra mezz'ora inizia il mio turno al bar. Sono prevedibilmente entusiasta. Mi districo dall'abbraccio storto di Tyler, compio uno sforzo immane issandomi a sedere (sì, ero un po' allegra fino a poche ore fa), scavalco il corpo esanime di Tyler con malcelata goffaggine (sono abbastanza sicura di avergli schiacciato un piede col ginocchio) e mi dedico all'impresa disperata di raccattare i miei vestiti al buio, sparpagliati praticamente dappertutto. Il reggiseno è sopra la televisione. I collant sotto il tavolo della cucina. Ovviamente non ritrovo un guanto. Mi vesto in punta di piedi rischiando di cadere dalle due alle cinque volte, poi mi dirigo verso la porta. Il fatto è che non voglio svegliare Tyler. Voglio che apra gli occhi, a mezzogiorno o quando cacchio si alza lui, tasti il lato del letto dove dovrei esserci io e trovi il vuoto. Fa molto femme fatale, andarsene via senza lasciar tracce, e rifletto brevemente sulla possibilità di lasciargli un biglietto con un messaggio criptico e affascinante, qualcosa che lo lasci meravigliato e gli faccia finalmente comprendere a fondo la fortuna che ha avuto quella notte di Ottobre quando ci siamo... Ok, smetto di scrivere cazzate. Me ne vado senza svegliarlo perché sono già quasi in ritardo, non ne vedo l'utilità e non sono proprio sicura di riuscire a resistere a sue eventuali avances. 
Abbasso la maniglia. Niente.
Trovo le chiavi in un angolo e giro. Abbasso la maniglia. Niente. 
Giro le chiavi dall'altro verso. Abbasso la maniglia. Niente.
Osservo la porta con disapprovazione.
La porta risponde con uno sguardo di sfida. 
Ritento: niente.
Per un attimo la scena di Alice che chiede a una porta di Wonderland se gentilmente può schiudersi mi attraversa la mente, ma poi penso che se Tyler dovesse svegliarsi e trovarmi in mezzo alla sala che parlo con un pezzo di legno... Be'.
Ritento: niente.
L'orologio dice che ho cinque minuti di tempo per raggiungere la macchina e partire. La macchina è parcheggiata a (indicativamente) quattro minuti di cammino da qui. Merda. 
Rassegnata mi siedo accanto a Tyler e lo chiamo a bassa voce.
"Mmmh... ", fa lui.
"Ty?"
"Mmmh... ", fa lui.
"Scusa eh... ", lo scuoto delicatamente per una spalla. 
Silenzio.
"La porta non si apre".
Silenzio.
"E' che avrei un po' fretta... "
Silenzio. Mi scoccio.
"TYLER! Come cazzo si apre quella porta?!?"
Sobbalza e spalanca gli occhi, regalandomi uno sguardo tra lo smarrimento totale e il puro odio. Il fatto è che rischio lo scalpo, io, ad arrivare anche un solo minuto in ritardo.
"Hai tolto il blocco?"
Silenzio.
"Quella levetta sopra la maniglia... "
No. 
Non rispondo.
"Helen... "
Silenzio.
In realtà mi viene da ridere, ma che cazzo: la levetta sopra la maniglia?! Ma non basta la chiave???
"... Sei proprio una deficiente!"
Incasso stoicamente il colpo, lo bacio e torno a litigare con la porta. 
Arrivo al lavoro con tre minuti di ritardo, poi mi accorgo di aver lasciato la camicia in macchina e il ritardo complessivo ammonta a sette minuti. La camicia è inoltre piuttosto spiegazzata (sono una capra col ferro da stiro) perciò lascio a voi immaginare come dev'essere stata la mia giornata lavorativa.
Long live rock 'n' roll!