Il momento in cui scopri con orrore che tutti i tuoi reggiseni sono a lavare e allora arranchi, cazzo se fa freddo, in camera di tua sorella sedicenne e apri il cassetto della biancheria e ispezioni in fretta il contenuto e, BAM! non ce n'è neanche uno della tua taglia perché ti stanno tutti enormi. Ecco com'è cominciata la mia giornata.
Ne trovo uno proprio in fondo, coccinelle ridenti su sfondo bianco, e mi sento irrimediabilmente idiota.
Offesa dall'evidente ingiustizia e vagamente consapevole che nel caso stasera rimorchiassi non farei una grandissima figura, salgo in macchina e parcheggio i Franz Ferdinand in radio. L'aggeggio ronza, legge il cd per quei tre secondi netti che sanno tanto di presa per il culo, poi lo risputa tutto trionfante e mi spara addosso a tutto volume l'ultima, lagnosissima filastrocca di Alicia Keys. Bastardo.
La radio è rotta da due settimane, Helen. Dovresti averlo capito. Elabora il lutto, dai. Crediamo in te.
Ad ogni modo legge le chiavette USB, perciò ne ho fregata una a mia sorella. Tra i vari documenti salvati c'è una cartella intitolata Musik, dove ho avuto la brillante idea di aggiungere la mia musik. E' così che, nella Helen Mobile, è possibile ascoltare sia Rihanna che i Cream. Io non sono una fondamentalista, però mi sono trovata in seria difficoltà quella volta che Double (fotografo della rivista per cui scrivo) ha acceso la radio e la prima canzone era di Justin Bieber.
"Helen... No", si è limitato a sussurrare deluso, e a 'sto punto vagli a spiegare che quel coso malefico s'è suicidato e non ho una chiavetta e blablabla.
Arrivo al Crash.
Ora.
Il Crash.
Il Crash è la mia seconda casa, nonché un bar piazzato in pieno centro storico, frequentato da tanta gente perbene e da noi. Noi siamo un gruppo assortito di studenti, fancazzisti, baristi appassionati di Deep Purple (io) e musicisti vari e costituiamo quella che potremmo definire la clientela abituale di questo posto. Una breve parentesi:
era estate, facevo i cazzi miei al bancone del Crash (probabilmente mangiavo un gelato e ci provavo col Franz, uno dei proprietari, appena conosciuto) e questo ragazzo moroocchiverdi si avvicina e mi fa: "Sei per caso svedese?"
"No", rispondo lapidaria.
O ci provo con uno o ci provo con l'altro, eh.
"Però sembri svedese", insiste.
"Be'... Grazie".
Sono belle donne le svedesi. Credo.
"Hai per caso sangue svedese tra gli antenati?"
"No... Al massimo pugliese".
"Be', la Puglia si trova da tutt'altra parte".
"Davvero?"
Comincio a spazientirmi. Però è proprio un bel ragazzo.
Insomma, per farla breve: era un modo carino per invitarmi il pomeriggio seguente a vedere una partita in cui avrebbe giocato la Svezia (si era infatti in tempi di europei) e attaccare bottone. Il giorno dopo mi sono presentata. Il bel ragazzo aveva totalmente resettato la mia esistenza, ma ha fatto elegantemente finta di nulla chiedendo poi spiegazioni al Franz. Che ce lo prende ancora per il culo. Morale della favola: la sera stessa ci sono andata a letto. Anche se all'epoca ero fidanzata. Insomma, non proprio morale.
E' così che ha avuto inizio il mio sodalizio con il Crash: con una scopata. Ah: lui si chiama Mark.
E insomma, tornando al presente, mi reco al Crash dove incontro Franz (che poi ho scoperto essere sposato), Vicious, un amico, e... Un tizio bellissimo ma mai visto che mi presentano come André.
"Viene con noi", mi sussurra Franz in un orecchio.
"E' single?", chiedo.
"E' un vecchio cliente, è stato un anno in Spagna per lavoro e stasera viene con noi perché... "
"E' proprio fico".
"... è forte e dice che ci farà entrare gratis".
"Gratis dove?"
"Mah, un locale nuovo appena fuori città".
Così partiamo: io e André davanti, Franz e Vic dietro. Stanno tramando qualcosa, lo sento. Ah: io guido. Sono l'unica ancora sobria.
Dopo venti interminabili minuti di canzoni storpiate a tutta favella e battute scandalosamente maschiliste parcheggio davanti al fantomatico nuovo locale e mi fiondo all'aria aperta. Accendo una sigaretta. Aspiro avidamente e, qui, faccio il primo errore: non mi guardo in giro.
Anzi, no: questo è il secondo errore. Il primo è stato fidarsi di Franz e Vic, senza dubbio.
Perché entriamo sì gratis, ma dove? In un ritrovo per latinoamericani. E io non ho niente contro i latinoamericani, uno dei miei più grandi amici di sempre è colombiano, ma Franz e Vic sfoggiano due similissime camicie a quadri in flanella e io sono vestita da groupie e siamo gli unici italiani nell'arco di un chilometro e, insomma, ci sentiamo un tantino fuori posto da queste parti.
"Sembrate due taglialegna canadesi", dico ai due.
"Io in realtà sono vestito da Kurt Cobain", risponde Vic.
"A parte il dettaglio dei capelli neri a spazzola e gli occhi castani", sentenzio.
André saluta più o meno chiunque gli passi accanto e ci invita a ballare. Accettiamo, ma non prima di aver fatto tappa al bar.
Così ci buttiamo nella mischia, ma: tempo due secondi e il dj mette su un lento. E io non so ballare. E sono sola con tre uomini. E... Franz e Vic si avvinghiano l'un l'altro e ci fanno fare la figura di ciò che siamo, ovvero ubriachi. Ora capisco il loro gioco: mi fanno da spalla per rimorchiare André.
Che ha gusti orrendi in fatto di locali, ma è un gran bel fico e allora seguo il loro esempio e mi stringo a lui.
"Ti piace questo posto?", chiede.
Assolutamente no.
"Carino", rispondo diplomatica.
Avvicina il volto al mio collo.
"Hai un buon profumo", dice. "Menta?"
Un'immagine della me di due ore fa che si spalma addosso un miracle elixir all'olio di Argan mi si piazza davanti al naso, ma decido di soprassedere.
"Ah-ha".
Stringe i miei fianchi con insolenza, avverto il desiderio come se fosse materiale.
Ora: baciami.
Nulla.
"Da quanto conosci Franz?"
Questo te lo posso spiegare anche tra dieci minuti, razza di idiota... Ma calmati, Helen. Rispondo.
"E Vic?"
"Siamo cresciuti insieme".
Balla.
"Ma non è fuori sede?"
Ohccristo!
"Già. L'ho conosciuto al Crash".
Con la mano mi percorre la schiena fino al punto x.
Quindi: baciami.
Macché.
Si guarda attorno con fare curioso.
"Mi sa che sono andati al bar... "
Ma che cazzo me ne frega a me! In un attimo prendo la situazione in mano e gli infilo la lingua in bocca, così, senza preamboli. Risponde al bacio con foga, continua a baciarmi per tutta la durata della canzone seguente (che poi, io la differenza nemmeno la noto) e mentre vortichiamo lentamente in mezzo alla pista mi stacco da lui quel tanto che basta per individuare Franz e Vic che mi lanciano occhiate ammiccanti e soddisfatte sorseggiando un intruglio marrone in plastica.
Non credo sia Coca Cola.
Quando li raggiungiamo sono più allegri di prima, e Franz dice: "Prima porti me, poi Vic e poi André".
Chiaro.
Eseguo trionfante, li scarico in ordine (occhiolino d'ordinanza a Franz che è sempre un amico) e scorto André fino a casa, dove vengo gentilmente invitata a bere qualcosa. O a guardare la sua collezione di farfalle, ora non ricordo.
La verità è che il desiderio rende ciechi: è per questo che André non si è minimamente accorto delle stupide coccinelle stampate su questo stupido reggiseno. Non credo nemmeno che si sia accorto che lo indossassi, poi, un reggiseno. Ah, santi maschi.

L'introduzione al commento mi spiazza un po'. Allora cazzi panati fritti.
RispondiEliminaPerò una cosa la volevo dire. Il lettore cd ce l'ho rotto anch'io. Son problemi seri. Credo sia così da qualche mese. Forse un anno.
Ci metto un po' ad elaborare, sono un tenero riflessivo.
(Se gentilmente togliessi le parole di controllo antispam nella pubblicazione dei commenti.. dico se..)
Son problemi seri sì. Il fatto è che anche lo stereo che tengo in camera si è rotto. Comincio a sospettare che i fratelli Wachowski avessero ragione, Matrix non sia solo un film e la tecnologia mi si stia rivoltando contro.
RispondiEliminaComunque: io le parole di controllo antispam le toglierei, ma non ho idea di come si faccia. Non sapevo nemmeno che ci fossero, figurati. Ora ci perdo tempo.
Benvenuto!
No ok, ce l'ho fatta.
RispondiEliminaCretina sì, ma con stile.
Senza stereo non potrei. Le sue casse danno senso alle mie orecchie. I Wachowski per indorare la pillola, però, ti hanno inventato le patatine. Così le puoi mangiare mentre ti guardi la saga. Siine felice. Grazie per la gentilezza ed il benvenuto, Helen.
EliminaChe brava. Per l'antispam, per la musica che ascolti e per la scrittura.
RispondiEliminafl
Ora, però, un dubbio mi sovviene: come distinguo i commenti che obbediscono al divieto di scrivere cose sensate da quelli che invece del divieto se ne fregano?
EliminaNota: riflettere di più prima di fare le cose.
Mentre pondero su questa importante questione, ti ringrazio di cuore!
La prima regola dei commenti, è che non si parla dei commenti (cit.)
Eliminafl
La seconda regola dei commenti è che non si parla dei commenti.
EliminaQuindi suppongo tu stia commentando senza camicia e senza scarpe, un commento alla volta.
Merda, stiamo già infrangendo il regolamento.
Perchè mi sembra di essermi perso qualcosa?....
RispondiElimina"Conoscevo" il Crash... ma... possibile che ricordavo più post?... vabbè :p
Sempre divertente leggerti :)
No, non stai impazzendo.
EliminaE' che ho cestinato il vecchio blog e mi sono trasferita, tutto qui.
Felice che tu mi abbia ritrovata! :)
e che cavolo.. ci vengo anch'io a sto crash se ho il culo di beccarti!
RispondiEliminaBe', fanno un cappuccino favoloso.
EliminaPerò è un casino trovare parcheggio. Semmai, noleggia una bicicletta.
ma la città?
EliminaInutile dirti la città: il Crash si trova in pieno centro, ci sono almeno altri otto bar nell'arco di cinquecento metri e non si chiama davvero Crash :P
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